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Le nuove tecniche per combattere l’acne

Il messaggio? L’acne non è più un ineluttabile tributo da pagare all’adolescenza, qualcosa di fisiologico che deve fare il suo corso (“passa quando ci si sposa”, dicevano le nostre nonne), ma una dermatite che può e deve essere curata.
Dermatologi e medici estetici, infatti, hanno sempre più frecce al loro arco, per evitare che brufoletti, pustole e punti neri rovinino l’immagine allo specchio di molti teenager, proprio quando sgusciano dalla famiglia per debuttare in società.

I peeling dermopurificanti
La tendenza più attuale non è puntare sui farmaci, che hanno comunque degli effetti collaterali, ma fare un ciclo di trattamenti mininvasivi (perfetti anche in caso di acne tardiva, in età adulta) in grado di purificare la cute e di inibire la secrezione di sebo.
Tra questi, troviamo i peeling dermatologici, che utilizzano un mix di sostanze acide pronte a esfoliare la pelle in profondità, per rimuovere i comedoni (punti neri) e i punti bianchi (detti anche comedoni chiusi).
«Gli acidi più usati per curare l’acne in fase attiva sono il salicilico, il tricloroacetico e la resorcina, che viene usata fino al 18%», puntualizza il dottor Lucio Miori, dermatologo a Peschiera del Garda (Verona). Qualunque sia il cocktail prescelto, i peeling vanno applicati sul viso sotto forma di lozioni o di gel, lasciati agire per pochi minuti (da 2 a 5) e sciacquati con acqua fresca. Provocano un leggero rossore, microcrosticine che cadono in pochi giorni e la cosiddetta comedolisi, lo “scioglimento” degli antiestetici comedoni. L’importante è non fermarsi a un solo trattamento ma programmare un ciclo di 3-4 peeling dermatologici, uno al mese (circa 120 € l’uno).

La nuova frontiera nella cura
Una valida alternativa alle maschere-peeling è offerta dal microneedling, oggi molto di moda grazie all’avvento di particolari penne a scatto che celano in punta tanti minuscoli aghetti. «In pratica la pelle viene sottoposta a tante rapidissime microperforazioni che levigano l’epidermide, rinnovandola ed eliminando brufoletti e imperfezioni.

In questo modo, infatti, si stimola la neosintesi di collagene ed elastina. Seduta dopo seduta (ne servono da 3 a 5) la pelle appare più liscia e meno soggetta a eruzioni cutanee, mentre la produzione di sebo diminuisce», spiega il dottor Lucio Miori. Durante la seduta è possibile veicolare nella profondità del derma principi attivi ad azione antiseborroica, approfittando degli invisibili “fori” aperti nell’epidermide. «Una buona sinergia si crea con una nuova sostanza chiamata Ptx, un insieme di peptidi biomimetici ideato in laboratorio, che inibisce l’attività delle ghiandole sebacee», prosegue il dottor Miori. «Se si fa penetrare durante la seduta di microneedling, e si utilizzano poi creme a base di Ptx per la cura domiciliare, la riduzione di sebo sfiora l’80% in un mese, come dimostrano i test clinici».

https://www.starbene.it/salute/problemi-soluzioni/acne-nuove-tecniche-per-combattere/

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